Infezioni respiratorie nei bambini ed effetto protettivo di cani e gatti

Il contatto con il cane nel primo anno di vita induce una maggiore resistenza alle malattie respiratorie dell' infanzia

I bambini a stretto contatto con cani e gatti durante i primi 12 mesi di vita possono avere una salute migliore una probabilità minore di sviluppare infezioni respiratorie rispetto ai bambini che non hanno animali da compagnia in casa o non hanno contatti stretti con questi animali. Lo indica uno studio pubblicato su Pediatrics.

Lo studio ha analizzato l' eventuale effetto del contatto con cani o gatti sui sintomi respiratori tra i bambini durante il primo anno di vita, considerando 397 bambini dalla gravidanza fino a 12 mesi di età e monitorando quanti contatti con cani e/o gatti avessero durante questo periodo.

Gli autori hanno riscontrato che, benchè le infezioni e i sintomi respiratori fossero comuni durante il primo anno di vita, i bambini che avevano contatti con i cani precocemente avevano meno sintomi di infezioni respiratorie, soffrivano meno spesso di malattie respiratorie e necessitavano di terapie antibiotiche più brevi quando ammalati, rispetto ad altri bambini della stessa età non esposti ai cani.

Anche la frequenza di infezioni auricolari era considerevolmente inferiore tra i bambini che avevano precoci contatti con i cani.

Gli autori hanno confrontato i bambini che possedevano un cane con quelli che avevano solo un gatto e quelli che non avevano un pet.

Si è riscontrato che i bambini con un cane avevano un minor rischio infettivo in generale così come di infezioni respiratorie . I bambini che non avevano un pet in casa avevano il maggior rischio infettivo.

Il contatto settimanale e annuale con i cani era strettamente correlato alla sensibilità complessiva alle malattie (maggiore il contatto, minore la morbilità).

Gli autori ipotizzano che il contatto precoce con gli animali abbia un impatto sulla maturazione del sistema immunitario dei bambini, risultando in infezioni di più breve durata e una migliore resistenza alle infezioni respiratorie.

Il contatto con i cani può avere un effetto protettivo sulle infezioni respiratorie nel primo anno di vita e i risultati supportano la teoria che in questa fase dlla vita i contatti con gli animali sianpo importanti , verosimilmente inducendo una migliore resistenza alle malattie respiratorie infettive durante l 'infanzia.

respiratory tract ilnesses during the first year of the life: effect of dog and cat contacts : Eija Bergroth,Sami remes, Juha Pekkanen, Timo Kauppila, Gisela Buchele, and Leea Keski-Nisula.Pediatrics; originally published online July 9, 2012.

Articoli

In questa pagina troverete alcuni articoli che spiegano come il contatto del bambino con un pet possa , a differenza di quanto comunemente si può credere, contribuire a prevenire alcune malattie pediatriche che potrebbero poi continuare anche nell' età adulta.

Buona lettura

Aspetti un figlio? Ascoltiamo la scienza

I l contatto con cani e gatti durante la gestazione protegge i nascituri da allergie cutanee e crisi asmatiche. La conclusione viene dall' analisi di 6498 pazienti

Il dibattito è ancora in corso: l 'esposizione precoce a cani e gatti è fattore di rischio o di protezione per lo sviluppo dfi asma, riniti o eczemi allergici?

A chiarire le idee interviene ora una review sistematica di un gruppo di epidemiologi e pediatri australiani, che assembla i risultati di nove studi clinici, mirati ad indagare il rappporto tra esposizione a cani e gatti nel periodo cosidetto "perinatale" (quello che va dalla ventesima settimana prima dalla nascita alla quarta settimana dopo il parto) e comparsa nei nascituri di malattie allergiche, come asma ed eczema.

Le conclusioni del gruppo interdisciplinare di ricerca non lasciano dubbi: il contatto precoce con un gatto e, soprattutto, con un cane agisce da elemento di protezione nei confronti dello sviluppo di future allergie.Il motivo sottostante è intuibile. Il periodo perinatale coincide con la maturazione del sistema immunitario fetale. Una maturazione che dipende anche dall' esposizione della madre a specifiche influenze ambientali, la quale a sua volta determina la propensione o meno del bambino per le malattie allergiche.

L' effetto protettivo di cani e gatti è chiaro soprattutto per le famiglie che, nella loro storia, hanno un basso profilo allergico. Più incerta la protezione in caso di genealogie ad alto rischio allergico. In questi casi, però, i risultati sono viziati da fattori fuorvianti , tra cui il diverso atteggiamento dei soggetti allergici nei confronti degli animali domestici e la minor propensione ad avere contatti ravvicinati con cani e gatti , tanto da ipotizzare che l' alta incidenza di allergie sia proprio la conseguenza di questo tenere a debita distanza gli amici a quattro zampe.

Lodge CJ, Allen KJ, Hill DJ, Hosking CS; Abramson MJ; Dharmage SC, : perinatal cat and dog exposure and the risk of asthma and allergy in the urban environment : a systematic review of longitudinal series . Clinical and developmental immunology 2012; doi: 10.1155/2012/176484

I gatti rappresentano un rischio toxoplasmosi per le donne in gravidanza? 

Molto spesso si sente dire che i cani, ma sopratutto i gatti, debbano essere allontanati da casa, durante una gravidanza, in quanto portatori di una malattia chiamata toxoplasmosi , in grado di compromettere lo sviluppo del nascituro. La scienza ha dimostrato che le oocisti, vale a dire le uova infettanti del parassita, si possono trovare dappertutto e quindi , oltre che dal gatto , possono essere trasportate dall' uomo, da altri animali, da insetti, vento, acqua di irrigazione; tuuto ciò che può venire a contatto con il suolo. In base a questo si è visto che i maggiori fattori di rischio sono rappresentati dalla residenza in zone di campagna, la manipolazione del terreno a mani nudi durante opere di giardinaggio o orticoltura, 9il consumo di insaccati e carne cruda o poco cotta, frutta e verdura non lavate , consumo di acqua contaminata dal terreno Ovviamente, il gatto può ammalarsi di toxoplasmosi e trasmettere la malattia ma le oocisti che elimina diventano infettanti solo dopo 2-3 giorni di permanenza nella lettierao sul terreno e, data la loro termolabilità, anche per tempi molto brevi; ne consegue che la semplice pulizia quotidiana della lettiera rappresenta la principale via di soluzione del problema

Leggi le misure di prevenzione e controllo della toxoplasmosi del CDC americano . Articolo .

Elmore SA,JonesJL,ConradPA et al. toxoplasma gondi: epidemiology, feline clinical aspects,and prevention: Trend in parasitology 2010; 26(4): 190-96

Ferguson W. Mayne PD, cafferkey M, Butler K, . Lack of awareness of risk factors for primary toxoplasmosis in pregnancy. Ir. J Med Sci 2011; 180 : 807-11

Thaller R, Tammaro F, Pentimalli H: risk factors for toxoplasmosis in pregnant women in central Italy ; infez med; 2011 , 19(4), 241-7.

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